Emma Saponaro: “Sopportare per sopravvivere”

Convenzionali

COME IL PROFUMO _COVERdi Gabriele Ottaviani

Convenzionali ha il grande piacere di intervistare Emma Saponaro, autrice di Come il profumo.

Da dove nasce questo romanzo?

Come il profumo nasce in un momento della mia vita molto intenso sotto l’aspetto sia emotivo che affettivo. Non ho fatto altro che travasare alcuni miei stati d’animo sulle pagine di un quadernone, vestendoli di abiti diversi e inventando storie. Poi mi sono fatta prendere la mano, vittima io stessa di altre emozioni suscitate dagli stessi personaggi che avevo creato. Per trasmettere emozioni al lettore, se le si vuole trasmettere, io credo che non ci si possa limitare alle parole, alle descrizioni, ma sia necessario ricorrere ai fatti, alle storie. Creare la giusta atmosfera per accendere la commozione o la rabbia, o comunque la curiosità, e il desiderio di voltare un’altra pagina ancora. Se è accaduto per me spero che accada anche con chi mi leggerà. Tornando allo…

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Il regalo difettoso

Vi consiglio vivamente di guardare questo cortometraggio animato.
Si intitola The Present ed è stato creato da Jacob Frey ispirandosi al fumetto La perfezione di Fabio Coala (aprite il link dopo aver visto il video).

Cosa c’è di speciale in questo corto?

Ve lo scrivo dopo la visione e capirete il perché.

Ora avrete sicuramente compreso perché Jacob, allora studente della prestigiosissima scuola di animazione Filmakademie di Ludwigsburg,  si sia trasferito agli Walt Disney Animation Studios.

Ma cosa colpisce della storia?

La delicatezza con cui si affronta il tema della disabilità, ma anche dell’amicizia, fa cadere di colpo tutte quelle brutte cose che si chiamano stigmatizzazioni. Senza queste, il disagiato fisico o psichico avrebbe più opportunità nella vita e potrebbe sentirsi degno membro della comunità.
Questa storia ci commuove, forse perché ci solletica l’empatia, e di colpo ci ritroviamo più sensibili, partecipiamo abbandonando inconsapevolmente tutti quei pregiudizi che tanto etichettano.
Perché allora siamo tanto diffidenti verso il “diverso”? Forse perché abbiamo paura? E paura di cosa, di accostarci al dolore? Oppure dell’incertezza di non essere in grado di rapportarci?
Seguiamo l’istinto, seguiamo il cuore, le persone con una menomazione, e fatico a chiamarla così, debbono impegnarsi di più, soffrono di più, e hanno tanto da insegnarci.
Per dirla alla Leonard Cohen C’è una crepa in ogni cosa ed è da lì che entra la luce.

P.S. Faccio parte di questa associazione, e ogni volta che vado alla Fattoria di Alice  adoro sentir parlare quei ragazzi speciali. Se vuoi, dai uno sguardo al sito dell’Associazione, si chiama A.fe.SO.psi.T acronimo di Associazione Familiari e Sostenitori Sofferenti psichici della Tuscia. Fu per sostenerli anche economicamente che nacque Parole di pane 🙂

Contest I(n)spirazione

ANNUNCIO PER GLI AMICI DI FACEBOOK

banditore

E finalmente eccoci: il tema del secondo contest bandito da “Come il profumo”: I(n)spirazione.

Potete partecipare postando sulla pagina di “Come il profumo” o dei brani o delle foto.

1) i brani dovranno parlare del concetto di profumo e dovranno essere citazioni di romanzi, saggi.
2) le foto potranno anche essere personali e dovranno ritrarre una situazione che a chi partecipa ha evocato particolari profumi o odori.

Sia i testi che le foto dovranno essere accompagnati da una didascalia nella quale viene spiegato il perché della scelta.

In palio, anche questa volta un buono acquisto di 50 euro, spendibile in libreria o in erboristeria.

Scadenza il 27 luglio. 
Vincerà la foto o il brano che raccoglierà più like.

Vi aspettiamo numerosi e, naturalmente, contiamo su di voi per dare diffusione al concorso.

AVVERTENZA

Vi comunichiamo che abbiamo deciso di istituire un premio per il secondo contributo più votato, un buono di 25 euro spendibile in libreria o erboristeria.

Cogliamo anche l’occasione per una precisazione: il contest è un modo per giocare fra amici che apprezzano questa pagina e il lavoro dell’autrice, Emma.

Sono graditi tutti i contributi e le forme di partecipazione, ma sarebbe importante non dimenticare il fine ultimo appena descritto.

Per questo ci affidiamo alla comprensione di tutti per evitare voti raccolti a raffica fra i propri amici, senza nessun apporto valido allo spirito dell’iniziativa e della pagina.

Inoltre agli effetti della proclamazione del vincitore saranno ritenuti validi solo i voti di chi ha quanto meno messo un like anche sulla pagina.

*foto tratta dal web

 

DIARIO DI BORDO YOGICO

Le piante, il mio primo pensiero rientrando in casa è stato: come staranno le mie piante?

Mi sono catapultata sul terrazzo per controllarle (è sempre la prima cosa che faccio al ritorno di un viaggio). Avevano la terra secca e ho subito provveduto a innaffiarle. Poi… Sorpresa! Ho un vecchio ulivo – avrà più di venti anni e lo credevo sterile visto che la sua produzione ha riguardato sempre e solo foglie – al quale per la prima volta è stata cambiata la terra a febbraio, e ora… tataaaa… è pieno di olive. Basta poco per rigoglire: terra nutriente e acqua. E, naturalmente, importante è accorgersi delle olive.  🙂

Adesso, completata questa prima importante missione, sono qui, seduta, a scrivervi di questa meravigliosa esperienza, un appuntamento annuale di cui non posso più fare a meno: il seminario di yoga in Val d’Orcia.

Isolati per quattro giorni, lontano dalla realtà chiassosa di una città come Roma, le nostre vite sono state scandite dal tempo della condivisione, respirando la natura e ascoltando i suoi suoni. È un grande utero avvolgente l’armonia che si riesce a raggiungere. Lo stress del traffico, dei tempi tirati e stracciati, dei tg angustianti sembrano essere un ricordo lontano. Non che si debbano annullare, ma viverli con meno agitazione sì. Rimane difficile descrivere i benefici delle vibrazioni che altri regalano mentre ti inserisci in un coro di respiri e di suoni che convergono in una OM circolare. Di questa non è prevedibile la fine, si chiude così, perché accade solo e unicamente in quel preciso istante.

Ogni anno c’è qualche compagno nuovo, e ogni anno vedo nei loro sguardi una luce di curiosità, di desiderio di far parte del tutto e abbandonare i compromessi che la vita inevitabilmente dispensa. Ogni persona, insieme alla valigia, porta il bagaglio della propria vita: la professione, le attitudini, le preferenze, la condizione socioeconomica e via discorrendo. Non di diversità si tratta, ma di arricchimento nello scambio relazionale. E poi le pratiche, le meditazioni, le lezioni impartite dai Maestri, uniscono le nostre diversità in un unico respiro. Quel respiro che proviene dal nostro sinuoso intimo, spesso trascurato perché distratti dalla realtà rumorosa che ci circonda, quel nostro intimo che va illuminato dalla luce dei nostri pensieri, ecco sì quello. Ebbene, quello stesso respiro che ci mette in contatto con noi stessi rendendoci più consapevoli viene sintonizzato in un tutto avvolgente. Proprio come la OM circolare, si diceva, nella quale il nostro ego si apre all’altro, agli altri, all’universo.

Non so quanti di voi abbiano avuto, al di là dello yoga, esperienza di una percezione simile, ma per me è ormai diventato fondamentale, necessario rigeneramento che tocca anche e soprattutto le corde psicoemotive. Siamo troppo attaccati ai falsi miti della felicità e perdiamo troppo tempo a inseguire miraggi. Non voglio dire che da oggi non mi distrarrò più, le incoerenze fanno parte del nostro essere, basta esserne consapevoli e scegliere. Scegliere come viverle, come affrontarle. Eppure c’è sempre una speranza nuova dalla quale non mi distrarrò mai, ed è proprio quella di guardare dall’alto ciò che mi accade intorno o che mi si scaglia contro, è quella voglia di ascoltare e, malgrado tutto, di annusare il profumo della vita. Riflessioni, pensieri, umori, sono nostri e nessuno potrà mai strapparceli, sta a noi indirizzarli verso i colori che più preferiamo.

Io sono tornata a Roma con un pensiero nuovo: puoi sempre colorare la vita come desideri tu.

Devi solo scegliere il pennello giusto, con setole morbide che possano riempirsi di tinte solari; osserva la tela della vita e soffermati su quelle che sembrano macchie indelebili, impedimenti al nostro percorso apparentemente senza via di fuga. Inizia a spennellarci sopra alcune sfumature di arancio, di giallo, del colore che più ti fa sentire in armonia, e ti accorgerai che la tua iniziale predisposizione drastica e drammatica verso quell’intoppo potrai viverlo con positività e forza d’animo che ti permetteranno di sgusciare via da quei legacci che ti rendevano immobile e passivo.

E voi, siete mai riusciti a colorare la vita come desideravate?

Vostra Emma

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©Hans Namuth, ritratto dell’artista Jackson Pollock

Segui la mia Pagina Immagine correlata Come il profumo – potrai partecipare al nuovo contest con premio. Clicca qui 

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Incipit che lasciano il segno

Chiamatemi Ismaele. Alcuni anni fa – non importa quanti esattamente – avendo pochi o punti denari in tasca e nulla di particolare che m’interessasse a terra, pensai di darmi alla navigazione e vedere la parte acquea del mondo. È un modo che ho io di cacciare la malinconia e di regolare la circolazione. Ogni volta che m’accorgo di atteggiare le labbra al torvo, ogni volta che nell’anima mi scende come un novembre umido e piovigginoso, ogni volta che mi accorgo di fermarmi involontariamente dinanzi alle agenzie di pompe funebri e di andar dietro a tutti i funerali che incontro, e specialmente ogni volta che il malumore si fa tanto forte in me che mi occorre un robusto principio morale per impedirmi di scendere risoluto in istrada e gettare metodicamente per terra il cappello alla gente, allora decido che è tempo di mettermi in mare al più presto.

Herman Melville, “Moby Dick”

Quando siamo di fronte al mistero della vita, in balia delle più tormentate riflessioni sull’esistenza, quando ci sentiamo in disarmonia pur consapevoli della nostra appartenenza nell’infinito universo, sale il bisogno di urlare il nostro silenzio e cerchiamo una sponda che ci appaghi, ci tranquillizzi. E la malinconia può realizzarsi in uno stato intimo rasserenante, come un caldo e grande utero salvifico, dove poter navigare con i nostri pensieri… Che ci capisca il mare e il vento, ci basterà!
balenaJosé María Pérez Nuñez/Flickr

 

Filippo La Porta e Claudio Giovanardi su Come il profumo

Ancora un contributo, per chi volesse conoscere meglio “Come il profumo” e la sua autrice, Emma Saponaro:
gli interventi di Filippo La Porta e Claudio Giovanardi. La serata, è quella del 14 giugno, alla TAG – Tevere Art Gallery.
Vi ricordiamo che più giù trovate anche un bellissimo brano composto per l’occasione dal Maestro Marcello Rosa ed eseguito dai JazzTales.

Scatti d’Autore per Come il profumo

Una serata che ti si appiccica addosso come la resina di benzoino 

Se volete farvi una passeggiata visiva, cliccate sul simbolo blu di Facebook ed entrerete negli  album.

eravamo alla TAG – Tevere Art Gallery – Roma

ph Zhanna Stankovych

Un bellissimo servizio fotografico curato da Zhanna Stankovych, che ringraziamo con immenso affetto, in occasione della…

Posted by Come il profumo di Emma Saponaro on Wednesday, June 20, 2018

 

ph Roberto Cavallini

E questo è il secondo album di foto scattate in occasione della presentazione romana, autore, questa volta, Roberto…

Posted by Come il profumo di Emma Saponaro on Thursday, June 21, 2018

Come il profumo al Caffeina Festival

COMUNICATO

Caffeina Festival, nella sezione incontri dell’edizione 2018, ospita Emma Saponaro, autrice del romanzo “Come il profumo” (Castelvecchi). La scrittrice romana sarà a Viterbo sabato 23 giugno, nella suggestiva Piazza del Comune, alle 20.30. Presenta Luigi Concordia, Lorena Paris leggerà passi del romanzo.
Emma Saponaro è già nota a Viterbo perché in collaborazione con Daria Sganappa,  scrittrice viterbese, ha curato l’antologia “Parole di pane”, uscita in due edizionI, nel 2013 e nel 2014. L’antologia, i cui proventi sono stati devoluti interamente in beneficenza, è stata patrocinata dal Comune di Viterbo e presentata nella prestigiosa cornice della Sala Regia del Comune, alla presenza del sindaco, Leonardo Michelini. A ricevere i proventi delle vendite è stata l’A.fe.SO.psi.T (Associazione Familiari e Sostenitori Sofferenti psichici).
Noir colorato di ironia, Come il profumo è un intrigante racconto che si muove a metà strada fra affetti e criminalità internazionale. Denso di colpi di scena e di improvvisi cambiamenti di ritmo e di scenario, racconta la storia di una giovane donna e della sua bambina, protagoniste di una storia nella quale i profumi, gli odori, hanno un ruolo importante.
Approdata al romanzo dopo un lungo percorso che l’ha vista dapprima blogger di successo e poi autrice di saggi psicogiuridici sulle problematiche legate all’adozione, all’abbandono e sulle violenze sulle donne, Emma Saponaro non si nasconde i rischi di questa nuova esperienza.
In attesa di conoscere la risposta del pubblico, il romanzo ha anche una pagina Facebook, molto curata, sulla quale trovare notizie ma anche riflessioni, una pagina molto seguita grazie anche a diverse iniziative, come concorsi e dibattiti su temi legati al libro. https://www.facebook.com/Comeilprofumo/

Luigi Concordia è nato a Nepi, laureato in Sociologia con indirizzo Antropologia culturale all’Università di Roma La Sapienza. Ha lavorato nel campo della disabilità mentale a Viterbo e si è sempre interessato alla salute mentale fin dai primi anni ‘70 e in seguito nell’ambito delle teorie basagliane all’interno di “Psichiatria democratica”.

Lorena Paris ha pubblicato sette sillogi poetiche. È presente come autrice in varie antologie di poesia e di poesia-haiku ed è ideatrice e conduttrice della trasmissione di cultura e società “di Tuscia un po’” su Radio Verde. È autrice e interprete di reading e performance poetiche.

La Fondazione Caffeina Cultura è nata l’8 novembre 2012 grazie al contributo di 38 soci fondatori che hanno creduto in un progetto culturale di grande rilevanza per la città di Viterbo. Associazioni imprenditoriali, aziende, privati, banche, ordini professionali, università, cooperative, ma anche semplici cittadini, si sono uniti per una causa comune: promuovere e diffondere la cultura. In 38 hanno creduto nel fare impresa sociale e nell’investire in cultura, un bene comune imprescindibile che, all’atto pratico, crea anche un valore aggiunto per il territorio. Caffeina Festival, pur essendo l’evento culturale più importante che la Fondazione organizza, non è l’unico. La Fondazione promuove, sviluppa, diffonde attività e iniziative a carattere culturale, artistico, scientifico, sociale, educativo, turistico e artigianale. Incontri, convegni, seminari, dibattiti, corsi di formazione e informazione; spettacoli e mostre. Inoltre promuove attività di formazione e corsi di aggiornamento in collaborazione con istituti scolastici e università pubbliche e private, per educatori, insegnanti, operatori sociali e cittadini e per tutte le categorie professionali e non interessate alla cultura in generale.
Il Festival è la più importante fra le manifestazioni organizzate.

CAFFEINA

Programma Caffeina Festival 2018
Sono a pag. 25, prima di Valerio Massimo Manfredi
e stesso orario de, ehm, la sagra del Maccarone  canepinese 🙂