DIARIO DI BORDO PUGLIESE #1 #2

Buongiorno a tutti,
Prima di tutto voglio ringraziare la Libreria Palmieri di Lecce, nella persona di Daniela Palmieri, che ieri mi ha ospitato in occasione della presentazione del mio romanzo. Ringrazio per l’impeccabile relazione, supporto e quant’altro Livio Romano che mi accompagnerà anche oggi pomeriggio a Nardò.
Il motivo di questo post è anche un altro e lo capirete continuando a leggere.

Ho iniziato il mio tour in Puglia e sono partita da Roma, l’altroieri, da sola e con la mia fedele Jukkina. Parlando con più persone mi sono sentita dire che sono coraggiosa ad affrontare un viaggio lungo e pieno di tappe, tra l’altro anche con una pausa lunga una decina di giorni che ancora non so dove mi porterà. A parte il fatto che per quanto mi lusinghi, il termine “coraggio” lo riserverei per ben altre situazioni, difficili e complicate, ho deciso che la mia compagna di viaggio sarà proprio questa Pagina. Viaggiare da soli è vantaggioso per la socializzazione, la scoperta e anche la ricerca di frammenti di noi stessi, specialmente se, come nel mio caso, proprio in questa terra risiedono le radici.
Dunque, passiamo al primo aneddoto che risale a due giorni fa, durante il viaggio in autostrada. Mi sono fermata a un’area di servizio nei pressi di Canosa di Puglia per un caffè e per il rifornimento del diesel. Con l’occasione ho fatto controllare anche lo stato delle gomme e, naturalmente, sono scesa dall’auto. Il benzinaio mi ha sorriso, poi si è avvicinato, poi si è allontanato, poi si è riavvicinato e dopo un momento di esitazione mi ha sorriso di nuovo e mi ha detto: “Mi scusi se mi permetto, eh!? Lei usa Acqua di sale, vero? Prima o poi devo venire a Roma per comprarlo!”.
Perché vi racconto questo?
L’olfatto è un senso importantissimo, e solo studi recenti stanno riconoscendo a questo l’importanza che merita.
Sono fissata con i profumi, e questo non è più un segreto, e i profumi che utilizzo ormai sono quelli artigianali o vere essenze. Insomma, il mio Acqua di sale è quasi industrializzato, è vero, ma si può trovare solamente a Roma, nelle profumerie dei fratelli Durante, i creatori stessi di questa e altre fragranze per le quali, importantissimo, utilizzano l’alcol etilico, quello alimentare, per intenderci, molto più costoso di quello denaturato (circa venti volte di più). Quindi, è vero che il loro profumo può essere considerato “di lusso”, ma se dura tre volte di più, beh, fatevi voi i conti.
Ah, a proposito, un’avvertenza: se iniziate con questi profumi – non solo i loro ma anche con quelli diciamo “alternativi” (ho scoperto la fragranza al gelsomino di Lush che è una prelibatezza ed è economica… provare per credere) -, quando riassaggerete un profumo prettamente industriale, anche fosse, chessò, Chanel, sentirete prima di tutto la svampata di alcol.
Sono prolissa e mi sono persa. Ecco, dicevo: perché vi ho raccontato questo aneddoto? Perché abbiamo perso il dono del sentire, percepire, ascoltare. E l’olfatto, come dicevo, è un senso importantissimo, il primo che si forma nel feto. Il neonato riconosce la mamma prima ancora che dalla sua voce, dal suo odore. Il ragazzo che ha riconosciuto, apprezzandolo, il mio profumo, con le sue note di mirto, legno di cedro e alghe marine, pur vivendo a circa 400 chilometri dallo “spaccio”, mi ha dato una folata di speranza.
Giuro ho finito.
Buon annusamento a tutti!

Profumum Roma

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