Diario di bordo pugliese #4

Ieri è stata una giornata ricca di eventi:
– non ho avuto presentazioni
– primo bagno completo con annessa nuotata
– amicizia in via di consolidamento: in Salento dopo due giorni che ci si confida, si stringe un’amicizia vera e Anna (ve la ricordate? l’ho descritta ieri), una volta rincasata, mi ha fatto arrivare in spiaggia dove ero spiaggiata, tramite la figlia, una fettona di focaccia di patate
– il bergamasco non si è visto (sarà che sono arrivata tardi io?)
– ho conosciuto la mamma e il figlio di Elisa e siamo rimasti a chiacchierare finché non ci è finita l’acqua e la lingua si è trasformata in liofilizzato
– Elisa ha già iniziato il mio libro e le sta piacendo. Giuro, non ha bevuto alcolici nè fumato nient’altro che tabacco
– domani si riparte verso il Sud e non so dove mi fermerò
– ho assistito a un magnifico tramonto rosso sulla spiaggia di Punta Prosciutto e credo mi sia preso un leggero mal di gola (ma come la sete, non va via col prosciutto. Ahi, ci cado e scherzo sempre. Sorry
– ho mangiato uno strepitoso spumone di mandorle con fichi
– non ho letto e non ho scritto
E voi, vi prendete mai delle pause di bighellonaggio ozioso che alla fine della giornata non lo considerate perdita di tempo bensì arricchimento?
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Una serata un po’ così…

Un sabato sera come tanti altri, uno o due impegni da decidere. L’irrequietezza poi si impone e allora decidi di mettere a riposo anche quei due neuroni indaffarati per farti prendere una decisione e tranquillizzarti. Stasera, niente. E proprio mentre torni a casa, pregustando una cenetta semplice, senza alcol né sigarette e magari in compagnia di un buon libro, incontri un amico che ti saluta con slancio e ti invita ad andare con lui, a una cenetta intima tra vecchi amici al centro. Intima? E io che c’entro? Dico di sì. E non so perché.
Il tempo di mettere un velo di rossetto e cambiare maglia e ci ritroviamo giù.
Il ristorante mi riporta a trenta anni fa, quando al suo posto c’era il buiaccaro e mangiavamo olive e lingua in salsa verde con un bicchiere di vino acidulo che solo i giovani possono digerire. I suoi amici sono libri interessanti, ognuno con una storia da scoprire. È proprio quando inizi a sfogliare le loro vite che scopri che quei passi forse già li hai letti, immaginati, sognati, e quegli amici del tuo amico un po’, forse, in una magica notte romana, li senti intimi anche tu.
Poi si va a via di Panico, in quel locale storico che loro frequentano da sempre e che tu hai conosciuto da appena qualche mese…
Ciao, anche tu qui?
La conosci?
Sì.
E ti rendi conto che in fondo anche tu sei una abituè.
E i racconti e le storie e gli amici in comune…
E mentre vai via, ed é giá notte fonda, incontri un altro amico che conosce alcuni dei tuoi nuovi amici.
E continui a perderti in questa Roma così immensa e così piccola, così intima e straordinaria…
Dimentichi lo stress metropolitano, lo smog, le targhe alterne, la raccolta differenziata fasulla, i bus che non passano, la decadenza, e ringrazi che stai lì, a godertela.
A volte ti amo, maledetta Roma!