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Come il profumo

Da oggi “Come il profumo” sarà in libreria

La vicenda è ambientata a Roma e si snoda attraverso la voce narrante di Cecilia – donna sulla quarantina, colta e spigliata – che troviamo intenta a preparare gli scatoloni per traslocare. Decisa ormai ad abbandonare una vita che non le appartiene più, inscatola anche i ricordi e ce li racconta.
Tutto inizia nove anni prima, quando un incontro fortuito con uno straniero si rivela determinante per il suo futuro, rendendola madre. La vita di Cecilia sembra procedere serenamente, fino a quando subisce una svolta traumatica: sua figlia Leila, ormai di otto anni, improvvisamente scompare.
Le indagini della polizia individuano il mandante del rapimento, un boss della ‘ndrangheta calabrese. Da questo momento la storia subisce un’accelerata, un rapido susseguirsi di eventi apparentemente inspiegabili e colpi di scena.
Le verità svelate saranno drammatiche eppure risolutive per la vita di alcuni protagonisti; per altri, invece, la loro sorte é già segnata.

Che dite, può andare?

COME IL PROFUMO _COVER (1)

Dipendo da te

Odio il vento in faccia. Non correre, idiota!
Olga fa tutto il contrario di ciò che dovrebbe.
– Ester, guarda che bel vestito.
Il vestito? Ma le hai viste le rose all’entrata del parco? E gli effluvi della lavanda che abbiamo sfiorato, dì, li hai percepiti?
Noia. Costrizione.
I ricordi, eccoli che tornano. Mi trascinano con dolcezza nel passato. Alcuni non li riconosco fin da subito; avvolti da un alone di estraneità che man mano si dissolve, e mi si conficcano nel cuore.
A volte ne sento anche l’odore, sembra una magia.
Odore di gesso, di scuola, la scuola d’una volta.
Odore della colonia della nonna, dei biscotti della zia, odore di treno.
L’odore della domenica. Sì, la domenica aveva un odore suo: di arrosto, di bagnoschiuma, di cera sui pavimenti, di lucido da scarpe, di incenso in chiesa e di sala fumosa del cinema.
E poi l’odore del mio primo bacio, e il ricordo del suo sapore, che mi caricano di nostalgia e mi rigano le guance, perché di baci non ce ne furono più.
Vorrei correre, cantare, urlare, litigare. Vorrei disperarmi, e gioire. Mi manca tutto, solo ricordi mi restano.
Perché m’ignori, e mi parli di vestiti? Prova a metterti al mio posto.
– Bella camminata, vero Ester?
Camminata? Sono paralizzata, idiota, e “cammino” trascinata su questa dannata carrozzina da una sconosciuta come te che è pagata per farlo.
Tu non sei nulla per me. Ma non ho scelta, sono nulla anch’io!
Respiro, aspettando con brama quel giorno in cui non avrò più memoria.
E troverò finalmente la pace.

By Emma Saponaro

parole per strada per stradaMiniracconto di 1500 caratteri selezionato per l’antologia “Camminando con…” promosso da Parole per strada, edizione 2012.