CRONTAB E IL DEMONE CHE VIAGGIA IN BACKGROUND – di Emma Saponaro

Pubblicato domenica 24 novembre su PresS/Tletter

Crontab è una installazione fotografica partecipativa e performativa firmata da Barbara Lalle e Marco Marassi, con la curatela di Roberta Melasecca e la partecipazione di Daniela Carreras e Luca Pagliani. Realizzata all’interno della mostra collettiva Tempo im[perfetto] alla TAG – Tevere Art Gallery lo scorso 9 novembre.

“Il tempo non è sempre uguale, tuttavia lo è. Contiene in sé l’imperfezione e la perfezione, l’inganno della memoria, la distruzione e la deformazione del ricordo”, scrivono Alessandro Amico, Flavia Cardoso e Ilaria Giudice, i curatori di Tempo im[perfetto].

Ma è così?
Cos’è il tempo?
Esiste veramente?

Secondo-Minuto-Ora-Giorno-Settimana-Mese-Anno-
Decennio-Secolo-Millennio-Era

Messa così, sembra facile. Il tempo si palesa: ha un ritmo, una durata, una misura. Eppure la questione è molto più complessa, altrimenti non sarebbe stata da sempre al centro di riflessioni filosofiche. Guardando all’antica Grecia, vediamo prevalere una concezione ciclica del tempo, scandito dal passaggio delle stagioni, che in seguito lascerà il posto a un andamento lineare secondo la tradizione cristiana, nella cui concezione il mondo ha avuto un inizio e avrà una fine. Passeranno anni,  secoli, ma i filosofi di riferimento saranno sempre loro: Platone (l’immagine mobile dell’eternità) e Aristotele (misura del movimento secondo il prima e il poi), fino a quando a dare una sterzata rivoluzionaria ci penserà Kant, che per la prima volta pone al centro della filosofia il soggetto e non l’oggetto osservato, riconoscendo così alla mente umana un ruolo attivo nel processo della conoscenza. Il tempo e lo spazio sono forme a priori della sensibilità, con la differenza che lo spazio è una percezione proveniente dall’esterno, il tempo entra in gioco quando esistono delle percezioni interne.

E oggi? Oggi viene messa in dubbio la sua esistenza, considerato privo di ogni realtà fisica.
Allora, il tempo esiste o non esiste?

Secondo il fisico Rovelli semplicemente no, non esiste. Ma non significa che non ci sia il tempo nella nostra vita quotidiana. Non esiste un tempo ma ne esistono tanti, infiniti, uno per ogni punto dello spazio. Esistono tanti orologi nell’universo.
Perché siamo tanto attratti dal velo misterioso che avvolge il tempo, il suo concetto, la sua definizione? Per la sua inafferrabilità? Per cosa? Abbiamo mai pensato a come sarebbe la nostra vita senza il tempo, senza quel tempo che misura e scandisce?
Caos.
Ecco così che proprio al tempo Lalle e Marassi dedicano la performance dal titolo Contrab. Quasi a voler cercare in un campo zeppo di riferimenti precisi, calcolati e programmati – quale è quello dell’informatica – una definizione scientifica e rassicurante a un concetto troppo nebuloso.

Entra Daniela Carreras con passi lenti. Si posiziona, volgendo le spalle al pubblico. I suoi movimenti sono molto semplici, ripetitivi e lenti. Si intuisce che appartengono alla sua quotidianità. È il suo tempo, il suo spazio. Si accarezza i capelli lunghi, lunghissimi, con movimenti lenti lenti lenti, movimenti lenti e ripetitivi, lenti e ripetitivi. E la sua rappresentazione si contrappone alla meccanicità, misurata e puntuale, delle lancette di un grande orologio posizionato davanti a sé. I movimenti della donna sono armoniosi, liberi, e lenti. Lenti e ripetitivi. Eppure, talmente imprevedibili che appaiono svincolati dalla musica eseguita alla chitarra da Luca Pagliani. Pur nella sua morbidezza, la melodia non può che collocarsi ingabbiata nel sistema rigido della partitura, fatta di ritmi e di tempi e di pause. In altri momenti forse sarebbe passato inosservato, ma non oggi. Oggi il tempo è palpabile e si respira tutto. E nello spartito di quel brano, Daniela continua a muoversi ignorando la sintassi musicale, le indicazioni modulate, e anzi segue solo il tempo che le appartiene e che ci trasmette. Nell’attesa di una definizione, cresce la curiosità, si attende che accada qualcosa, si tenta di immaginare il futuro, e lo bramiamo sempre di più sempre di più sempre di più. La maestria è racchiusa in questo carico di aspettative che Lalle e Marassi riescono a infondere. Giocare con il tempo per farsi beffa, ingannare (lui o noi?), muovere gli attimi e trasmettere la percezione del tempo. Eccoci. Finalmente il movimento si risolve nell’imprevedibile e nell’inaspettato e avvertiamo quell’accelerata che ci fa comprendere la distinzione dei movimenti del tempo e della sua percezione, che si dilata nella noia per poi contrarsi nel diletto.
La performance è quasi finita. Ora partecipa il pubblico. Una alla volta le persone si avvicinano all’orologio, lo fissano, e Marassi fotografa.
Cattura l’istante.
L’istante del presente.
Ed è già passato.

“Mi fermo e non faccio nulla. Non succede nulla. Non penso nulla. Ascolto lo scorrere del tempo.
Questo è il tempo. Familiare e intimo. La sua rapina ci porta. Il precipitare di secondi, ore, anni ci lancia verso la vita, poi ci trascina verso il niente… Lo abitiamo come i pesci l’acqua. Il nostro essere è essere nel tempo. La sua nenia ci nutre, ci apre il mondo, ci turba, ci spaventa, ci culla. L’universo dipana il suo divenire trascinato dal tempo, secondo l’ordine del tempo.” [Carlo Rovelli – L’ordine del tempo – Adelphi]

Fermati, parliamo!

Si tirano sempre le somme dopo un’esperienza.

La performance alla quale ho partecipato sabato, insieme ad altri 30 performer disposti lungo i portici di piazza Vittorio, mi ha regalato tanti spunti di riflessione, confidenze, e sfoghi anche. Ho visto tante persone scorrere davanti a me, alcuni evitavano il mio sguardo, altri guardavano incuriositi e filavano via, e altri ancora si avvicinavano spontaneamente, sorridenti.
Abbiamo parlato per tre ore.
Di questo si è trattato. Parlare, comunicare, relazionarsi.

La performance “Punto di Partenza”, ideata da Barbara Lalle e Marco Marassi, e curata da Roberta Melasecca, si è svolta sabato pomeriggio in una delle piazze più vivaci della città, in occasione di Rome Art Week giunta alla quarta edizione.
Progetto grafico a cura di Alessandro Arrigo
Chiudo con una foto del mio interlocutore preferito, augurandovi una buona serata
Emma Saponaro

Punto di Partenza

Se domani avete voglia di farvi due chiacchiere, io ci sarò!
Saremo in molti e con tanta voglia di parlare, comunicare, stare insieme.

Punto di partenza è questo.
Performance relazionale, ad opera degli amici artisti Barbara Lalle e Marco Marassi, curata da Roberta Melasecca.

Il progetto grafico è di Alessandro Arrigo.
Be’, ho detto tutto. No, volevo dirvi: se volete farmi parlare, assicuratevi di sapermi anche spegnere 😉
A domani
Portici di Piazza Vittorio (Roma)
Dalle 16 alle 19.

COMUNICATO STAMPA clicca qui

Gli abiti del male – vizi capitali e non

 

Video Antonio Totaro

I VIZI

Ira Invidia Accidia Avarizia Superbia Gola Lussuria

e

Conformismo Consumismo Sociopatia Spudoratezza Sessomania Diniego Vuoto

L'immagine può contenere: 5 persone, scarpe

PH Marco Marassi

“I vizi capitali e non in corteo funebre a Roma FOTO e VIDEO

La nuova performance di Barbara Lalle con 40 figuranti. Progetto a cura di Roberta Melasecca

di Martino Iannone – ANSA

 

I vizi, “abiti del male” come li definì Aristotele, hanno sfilato per le vie del centro di Roma, animati da 40 performer prestati all’arte dai mondi più disparati: artisti, medici, studenti, professori,, scrittori, liberi professionisti guidati dall’artista Barbara Lalle in occasione di Rome Art Week l’evento curato da Roberta Melasecca per Interno14.
Un luttuoso corteo ha attraversato il cuore della città costeggiando ilColosseo per via dei Fori Imperiali, passando per piazza Veneziavia del Corso e via Condotti fino a piazza di Spagna per poi scendere nella metropolitana fino a Piazza Vittorio, all’Esquilino. Momenti di interazione con la consegna ad un pubblico ignaro di interrogativi che invitavano a riflettere sulla natura dei vizi che i performer pronunciavano e recitavano come se insieme potessero costituire una litania catartica.
In via dei Fori Imperiali una grande pioggia ha accompagnato le note del soprano Loredana Margheriti che intonava “Vissi d’arte, vissi d’amore” dalla Tosca di Giacomo Puccini. Come un tormentone i performer hanno ripetuto incessantemente le parole dei vizi storici Accidia, Invidia, Ira, Superbia, Lussuria, Gola, Avarizia e di quelli nuovi e contemporanei Consumismo, Sociopatia, Vuoto, Conformismo, Spudoratezza, Diniego, Sessomania.
In prossimità della Galleria Alberto Sordi a piazza Colonna, l’interazione con il pubblico si è fatta ancora più intensa con la consegna di piccole pietre laviche, nere, micromagma che voleva esprimere il legame stretto e carnale con la terra, con la sua essenza, ciò da cui tutto si genera, la vita che si esprime attraverso un oggetto apparentemente morto.
A piazza di Spagna la marea sonora e disordinata di turisti è stata raggiunta da un sopracuto del soprano che ha squarciato la pioggia e creato il silenzio nella piazza. L’atmosfera era surreale, suggestiva, un apparente deserto creato dalla pioggia e dai suoni, un vuoto assordante. Sorprendente il momento nelle viscere della terra, nei vagoni della metropolitana i passeggeri all’inizio sopresi hanno poi pian piano partecipato, diventando essi stessi performance, ripetendo la sequela di vizi enunciati dai performer, interazione espressasi anche attraverso l’uso di specchi usati per catturare un’immagine e il suo vizio, l’apparenza e l’essenza, l’idea e la sostanza.

(martino.iannone@ansa.it)

Si ringrazia per il materiale video e fotografico Antonio Totaro Marco Marassi, Giulietta Vulcano, Serena Galluzzi.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA”

FONTE  ANSA.IT

Roma Art Week e i nostri “Abiti del male”

E sì, ci mancava anche questa. Una performance alla quale parteciperò in qualità di performer e di autrice di testi. Vediamo di cosa si tratta e, se potete e volete, condividete?

Locandina piccola RAW 2018

 

COMUNICATO STAMPA

Gli abiti del male
Performance di Barbara Lalle
a cura di Roberta Melasecca

Sabato 27 ottobre 2018 alle ore 18.00, Interno 14 next presenta, per la terza edizione di Rome Art Week, Gli abiti del male di Barbara Lalle, a cura di Roberta Melasecca.

Gli abiti del male è una performance di strada, itinerante, ispirata alle oscurità delle incisioni dell’Inferno di Gustave Dorè: una nuova sfida di arte partecipata, ideata dall’artista romana Barbara Lalle, che coinvolge 40 performer – artisti, medici, cantanti lirici, studenti, professori in pensione, scrittori e la curatrice stessa – che attraverseranno luttuosamente le vie del centro storico di Roma.

Non sono mai le virtù ma i vizi a dirci quel che di volta in volta è l’uomo” scrive il filosofo Umberto Galimberti nel suo libro I vizi capitali e i nuovi vizi. Aristotele definisce i vizi capitali abiti del male che l’educazione sconsigliava di “indossare”, indirizzando, invece, gli individui verso le virtù, gli abiti del bene: essi derivano da azioni che, iterate, formano in ogni soggetto una seconda natura che inclina in una determinata direzione. Durante il Medioevo i vizi sono considerati come opposizione della volontà dell’uomo alla volontà divina: Tommaso d’Aquino, nel Summa Theologiae, elenca i sette vizi nella successione che ancora oggi conosciamo, Ira, Accidia, Invidia, Superbia, Avarizia, Gola, Lussuria. Nell’Età dei Lumi i vizi, come le virtù, concorrono allo sviluppo sociale ed economico degli individui: non più deviazioni morali ma espressione di specifiche tipologie umane. Alla fine del 1700 Kant li definisce come malattie dello spirito sostituendo così la sfera morale con quella patologica. Così, partendo da questa nuova visione, Galimberti individua dei nuovi vizi, non più individuali come quelli capitali, ma che riguardano l’intera società: Consumismo, Conformismo, Spudoratezza, Sessomania, Sociopatia, Diniego, Vuoto. Essi non hanno storia: sono inediti, frutto delle mutate condizioni economiche, non più privati ma tendenze collettive che portano al dissolvimento della personalità e al crollo delle barriere tra interiorità ed esteriorità. Sono lo specchio delle contraddizioni e del procedere dell’uomo che scambia rapidamente quelli che sono i disastrosi inconvenienti della società contemporanea per valori della modernità.

Con Gli abiti del male saranno dunque i vizi, antichi e nuovi, a sfilare per le strade di Roma: renderli visibili nella nostra città vuol dire riconoscerli nei nostri cuori e scandagliare l’agire umano nelle sue derive negative. Il corteo sarà un invito all’analisi e alla riflessione, a guardarsi dentro, scorgere le proprie ombre ed affrontarle senza timori: un’esortazione a non subire passivamente quello accade ad ognuno di noi nella vita quotidiana e che spesso si trasforma in profondo turbamento interiore. Il nero intenso e il lugubre tormento delle visioni di Dorè diventano espressione del sentimento opposto: la certezza che un’ideale di vita più alta e positiva è perseguibile ed attuabile e che nel complesso sistema di relazioni possano nascere e svilupparsi virtù collettive. Al pubblico, intercettato durante la sfilata, verrà rivolto un gestuale invito a seguire la processione e a guardare i performer e se stessi all’interno di uno specchio, perchè, come diceva Seneca, “Aliena vitia in oculis habemus, a tergo nostra sunt – Abbiamo davanti agli occhi i vizi degli altri, mentre i nostri ci stanno dietro”. I performer consegneranno, inoltre, delle domande, degli interrogativi scritti per l’occasione da 3 scrittori: Arturo Belluardo, Clara Cerri, Emma Saponaro.

Il corteo partirà alle ore 18.00 dal Colosseo e proseguirà verso Fori Imperiali, Piazza Venezia, Via del Corso, Via Condotti, per arrivare alle 19.30 a Piazza di Spagna, e dalle 19.30 alle 20.00 terminare nella Metro A da Spagna a Vittorio Emanuele.

I testi sono di Arturo Belluardo, Clara Cerri ed Emma Saponaro; trucco a cura della pittrice Serena Galluzzi, i costumi di Ombretta Luciani, assistente ai costumi Priscilla Percuoco, progetto grafico di Alessandro Arrigo; con la partecipazione del tenore Lino Loddi e la soprano Loredana Margheriti.

Performance con Barbara Lalle, Rocco Agostini, Francesca Alesse, Alessandro Arrigo, Fabio Asaro, Arturo Belluardo, James Cameron, Patrizia Carbonara, Antonia Castellani, Clara Cerri, Carlotta Di Felice, Enzo Di Falco Mustazzella, Carmine Frigioni, Matteo Gregori, Andrea Incalza, Emanuela Lalle, Cinzia Lamparelli, Lino Loddi, Angela Mancini, Loredana Margheriti, Francesca Margognoni, Eugenio Marini, Maria Marino, Massimo Marseglia, Flavio Massimi, Roberta Melasecca, Raffaella Murgo, Francesca Nesteri, Martino Pirella, Elisabetta Rampazzo, Guido Romano, Emma Saponaro, Clelia Sepe, Vanessa Teresa Topazio, Laura Trinci, Valentina Vinotti, Antonio Virzi, Valeria Vivarelli, Adriano Zaccagnini, Francesco Zinno.

INFO
Organizzazione e promozione: Interno 14 next
Testi: Arturo Belluardo, Clara Cerri, Emma Saponaro
Trucchi: Serena Galluzzi
Costumi: Ombretta Luciani, assistente ai costumi Priscilla Percuoco
Progetto grafico: Alessandro Arrigo
Performer: Barbara Lalle, Rocco Agostini, Francesca Alesse, Alessandro Arrigo, Fabio Asaro, Arturo Belluardo, James Cameron, Patrizia Carbonara, Antonia Castellani, Clara Cerri, Carlotta Di Felice, Enzo Di Falco Mustazzella, Maria Teresa Filetici, Carmine Frigioni, Andrea Incalza, Emanuela Lalle, Cinzia Lamparelli, Lino Loddi, Angela Mancini, Loredana Margheriti, Francesca Margognoni, Eugenio Marini, Maria Marino, Massimo Marseglia, Flavio Massimi, Roberta Melasecca, Raffaella Murgo, Francesca Nesteri, Martino Pirella, Elisabetta Rampazzo, Guido Romano, Emma Saponaro, Clelia Sepe, Vanessa Teresa Topazio, Laura Trinci, Valentina Vinotti, Antonio Virzi, Valeria Vivarelli, Adriano Zaccagnini, Francesco Zinno.

Sabato 27 Ottobre 2018 ore 18.00
Partenza da Colosseo

Contatti
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